L’inclusive design è quella branca che si occupa della progettazione e della realizzazione di prodotti, ambienti e servizi, fisici e digitali, accessibili a tutti, tenendo in considerazione non solo le esigenze delle persone con disabilità, ma anche le esigenze di diversi tipi di utenti. Bambini, anziani, persone provenienti da culture e lingue diverse: l’inclusive design si propone di parlare al maggior numero di persone possibili.
Nel settore del packaging e della cartotecnica, l’inclusive design gioca un ruolo fondamentale in quanto amplia le possibilità di comunicare a una clientela ampia e variegata.
In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, che ricorre il 3 dicembre, approfondiamo la correlazione tra packaging, educazione e inclusive design.
Il ruolo dell’educazione nell’approccio alla disabilità
L’impatto culturale del packaging si riflette sin dalla tenera età: la scuola è il primo luogo in cui nasce la consapevolezza verso il prossimo. Tra i banchi, il packaging può rappresentare un medium che, se progettato secondo i princìpi di accessibilità, abbatte le barriere cognitive e sensoriali, stimolando l’interazione.
Inoltre, una scatola può anche essere un ottimo punto di partenza per educare a valori inclusivi in quanto:
- rappresenta la diversità nelle sue molteplici forme;
- facilita la comprensione attraverso simboli e pittogrammi;
- propone esperienze multisensoriali, che si adattano alle necessità più varie;
- integra linguaggi alternativi, come ad esempio il Braille o i simboli della Comunicazione Aumentata Alternativa.
Un packaging inclusivo, dunque, rappresenta un’opportunità anche per chi non ha disabilità perché stimola empatia e comprensione, ma soprattutto normalizza la presenza della disabilità come risorsa nella vita quotidiana.
Inclusive design: due casi studio
Sono diversi i brand che, negli ultimi anni, dimostrano attenzione e sensibilità per l’inclusive design come strumento educativo indispensabile sin dall’infanzia.
È il caso di Lego e dei set Braille Bricks, specificamente progettati secondo criteri inclusivi. I mattoncini, infatti, presentano i caratteri Braille in rilievo per poter essere utilizzati anche da persone non vedenti. Lo stesso packaging dei mattoncini è progettato in modo accessibile, grazie alla presenza di istruzioni visive e tattili. In questo modo, il gioco diventa un espediente attraverso cui favorire le interazioni tra persone normodotate e persone con disabilità nel tessuto quotidiano.
Altrettanto rilevante l’impegno di Kellogg’s nell’integrare la tecnologia Navilens nelleconfezioni dei propri cereali. L’obiettivo di rendere autonomi i non vedenti e gli ipo vedentinella scelta dei prodotti alimentari. Grazie a un QR code, che si può scansionare con lo smartphone, le informazioni sul prodotto vengono riprodotte in forma audio. Una scelta che dimostra un impegno serio e tangibile, considerando anche che i cereali sono un alimento molto diffuso specialmente tra i più piccoli.
Quando il packaging è sinonimo di educazione e inclusione, una scatola non contiene solo prodotti, ma messaggi.



