Il packaging cosmetico in Italia ha una storia complessa, strettamente intrecciata con l’evoluzione del design, della moda e della bellezza.
Il nostro Paese è tra i leader mondiali nella produzione di imballaggi per la cosmetica, ma questo primato affonda le sue radici in decenni di artigianato, ricerca estetica e innovazione industriale.
Le origini del packaging cosmetico: le profumerie artigianali
Le prime forme di packaging cosmetico in Italia risalgono alla fine del XIX secolo, quando le profumerie artigianali iniziano a confezionare i propri prodotti in boccette di vetro soffiato e scatole in cartoncino decorato.
Già negli anni ’20 e ’30, marchi storici come Bulgari e Paglieri introducono confezioni che univano eleganza e funzionalità, spesso ispirate all’Art Déco, anticipando l’importanza dell’estetica nel packaging.
Gli anni del boom: l’industria prende il volo
Il vero salto di qualità avviene nel secondo dopoguerra. Negli anni ’50 e ’60, con il boom economico, il settore cosmetico italiano esplode. Aziende come Collistar e Deborah Milano iniziano a produrre in serie e investono in packaging accattivanti.
Il cartoncino patinato e le vernici metallizzate diventano sinonimi di lusso accessibile, aprendo la strada alla diffusione del made in Italy nel mondo della bellezza.
Packaging cosmetico: dall’artigianato al design industriale
Negli anni ’80 e ’90, l’Italia diventa uno dei principali hub europei per il packaging cosmetico. Nascono distretti industriali specializzati, come quello della Valle del Ticino (tra Milano e Novara), che ancora oggi rappresenta uno dei poli produttivi più importanti a livello europeo.
A differenza di altri Paesi come la Francia (più focalizzata sul profumo) o la Germania (più orientata alla dermocosmesi), l’Italia sviluppa un approccio completo: dalla skincare al make-up, con soluzioni di confezionamento sempre più raffinate.
Leadership globale e sostenibilità
Alcune ricerche condotte dall’Osservatorio Innovazione Packaging Università di Bolognariportano dati rilevanti, come la percezione dei consumatori in quattro Paesi europei (Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia) rispetto al tema della sostenibilità. L’Italia risulta quello con la percentuale più alta di intervistati preoccupati dell’impatto ambientale delle nostre abitudini (90%, contro l’83% dell’UK e l’86 % di Germania e Francia, dati 2020).
Dal 2020 in poi, infatti, l’attenzione all’ecopackaging ha segnato una nuova fase. Cartoncini FSC, stampa con inchiostri vegetali, e confezioni ricaricabili sono oggi il nuovo standard.
Particolarmente attenta alla salvaguardia dell’ambiente è la generazione Z: l’80% ritiene che le aziende debbano adottare misure concrete per il pianeta.
Per le aziende cartotecniche italiane come Moreschini, quello del packaging cosmetico è un presente dinamico e di un futuro ricco di opportunità, in cui la creatività resta la vera firma del made in Italy.



