Industria della carta: evoluzione e nuove tecnologie 

L’industria della carta comprende tutto ciò che riguarda il settore manifatturiero delle cartiere, responsabili appunto della produzione di carta e cartone.

Le attività produttive che rientrano all’interno di questo affascinante mondo sono molteplici. Dall’imballaggio alla produzione di carta sanitaria, dalla realizzazione di carte tecniche industriali a quella di carte grafiche.

Le cartiere sono il motore trainante dell’industria cartaria: al loro interno avvengono infatti tutte le fasi di preparazione del foglio, dalla realizzazione dell’impasto fino alla sua conseguente  fabbricazione.

Della storia della carta ne abbiamo già parlato ma come si è evoluta poi nel tempo quella della filiera?

Scopriamolo insieme.

La produzione industriale della carta: il cilindro olandese 

Il monopolio della carta italiana  e dei cartai marchigiani durò fino alla metà del XIV secolo, fino a quando anche Francia e Germania iniziarono a investire notevolmente sull’industria della carta.

L’innovazione principale venne però apportata dai cartai olandesi che, quasi un secolo dopo, introdussero il cosiddetto “cilindro olandese”, capace di svoltare completamente il destino della filiera.

I vantaggi apportati da tale macchinario furono immensi.

La vasca ovale ideata dagli olandesi, permise infatti di sfilacciare e raffinare contemporaneamente le fibre, riducendo di gran lunga i tempi di realizzazione del materiale.

Inoltre, il colore finale della carta diventò improvvisamente molto più bianco e omogeneo, dal momento che il materiale non veniva più schiacciato ma tagliato direttamente.

Industria della carta: l’era delle nuove tecnologie

L’ideazione del cilindro olandese stimolò l’introduzione di tecniche sempre più evolute, dedite al miglioramento della lavorazione del materiale.

Primo tra tutti  fu John Barskerville, noto tipografo e imprenditore britannico che fu in grado disviluppare una tecnica all’avanguardia capace di limitare – se non eliminare completamente – i segni di vergatura della carta.

Il wove paper di Barskerville permise all’industria della carta inglese di monopolizzare il settore per quasi 30 anni, ponendola nettamente al di sopra di tutte le altre potenze europee.

Da lì in avanti le scoperte si susseguirono incessantemente.

Il chimico olandese Scheele capì ben presto che il cloro era in grado di sbiancare la carta, iniziando a proporlo alle cartiere dell’epoca. Quello che però non sapeva è che l’ossidazione del cloro apporta vantaggi notevoli anche alla resistenza della carta, che divenne quindi improvvisamente molto più duratura.

L’industria della carta si trasformò così in una fonte di guadagno immensa per l’intero territorio europeo.

Le nuove tecnologie si accavallavano tra loro, la bramosia di raggiungere prima di altri nuovi traguardi divampava e il desiderio di primeggiare favoriva la nascita di scoperte sempre nuove e funzionali.

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