Il packaging design può fare la sua parte contro l’abbandono dei rifiuti

Il fenomeno che noi definiamo in modo generico “abbandono dei rifiuti” si può sintetizzare con un termine inglese specifico: littering.

Il littering è il malcostume di gettare o lasciare a terra involontariamente rifiuti di piccole dimensioni in spazi pubblici come strade, piazze, parchi, spiagge e boschi, invece di riporli negli appositi cestini dell’immondizia.

Secondo alcuni studi svizzeri, in particolare dell’IGSU – Gruppo d’interesse per un ambiente pulito – circa due terzi di questi materiali abbandonati è rappresentato da mozziconi di sigaretta. Una grande percentuale di questi rifiuti, circa il 23%, è invece costituito da componenti di imballaggi.

L’abbandono dei rifiuti è una delle cause dell’inquinamento da plastica nell’ambiente. In apparenza è un problema che non sembra riguardare le aziende produttrici di beni di consumo. Invece, oltre a uno scarso senso civico delle persone, il littering può essere anche causato da una cattiva progettazione dell’imballaggio.

Parti di pack si possono infatti staccare, volare via, cadere dalle tasche. Componenti troppo piccoli e leggeri, difficili da gestire correttamente, contribuiscono così a far crescere l’abbandono dei rifiuti.

Per evitare che un pack contenga materiali che possono essere dispersi nell’ambiente, il packaging design si dovrebbe porre alcune domande. Ecco le principali.

  1. Il pack richiede uno strappo per aprirsi?

Molte confezioni prevedono formati flessibili multimateriale, che richiedono ai consumatori di strappare una sezione dentellata per accedere al prodotto. Barrette di muesli, involucri di caramelle, cannucce per succhi di frutta e buste per snack sono solo alcuni esempi. I pezzetti strappati via sono leggeri e piccoli, il che consente loro di scivolare facilmente fuori da una tasca o da una borsa senza essere notati.

Qual è la soluzione? Le aziende dovrebbero prendere in considerazione packaging che non richiedano ai consumatori di generare questi rifiuti. Mentre prosegue la sperimentazione sui materiali innovativi e alternativi alla plastica, le aziende potrebbero ad esempio studiare soluzioni per creare sistemi di apertura/chiusura diversi dai formati strappabili.


  1. Il pack ha componenti che si staccano?

I componenti che vengono svitati per aprire una confezione, come i tappi delle bottiglie, dei succhi, degli alimenti per bambini e di altro ancora, sono tra i maggiori imputati nel problema dell’abbandono dei rifiuti.

A porre rimedio a questa situazione, ci hanno pensato le normative europee. La Direttiva UE sugli articoli monouso in plastica (2019/904), che entrerà in vigore dal 2024, impone che la chiusura delle bottiglie in Pet di capacità fino a 3 litri sia un tethered cap, ovvero un tappo attaccato al contenitore.

Le aziende sono all’opera per soddisfare i requisiti dell’UE e la tecnologia è già disponibile per rispettare la scadenza in anticipo.


  1. Il pack include piccoli componenti accessori?

Spesso le confezioni includono componenti come etichette, sigilli, guarnizioni e laccetti. Questi piccoli elementi non sono riciclabili e spesso vengono scartati subito, poiché i consumatori si concentrano sul prodotto.

Per ridurre questa fonte di rifiuti, le aziende dovranno valutare la possibilità di eliminare tali componenti dai pack, oppure di sostituirli con una loro versione innovativa. Nel caso degli adesivi, ad esempio, renderli compostabili risolverebbe un problema per gli impianti di compostaggio, così come per i consumatori che compostano in casa.


Littering: una piccola grande sfida che si può vincere

I minuscoli pezzi di imballaggio che vengono abbandonati nell’ambiente possono sembrare un piccolo problema, ma rappresentano invece enormi inefficienze nell’attuale sistema di packaging. Affrontando in modo deciso la questione, le aziende possono offrire design straordinari ai consumatori e allo stesso contribuire a limitare l’abbandono dei rifiuti.

Il packaging design può dare il suo importante contribuito progettando pack sempre più attenti alle esigenze dell’ambiente, senza tralasciare i valori funzionali e comunicativi che una confezione deve comunque conservare.

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